Amministrative di Catanzaro, Donato tra “revirgination” a destra, grande centro e solito caos Pd
Il centrodestra catanzarese, usurato dal ventennio di Sergio Abramo e scalfito dalle varie Gettonopoli, Multopoli, Farmabusiness e Basso Profilo, è in fermento. Le scelte andranno fatte e anche in fretta ed è tutto in mano ai tavoli romani che, esaurito il non matrimonio tra la deputata azzurra Marta Fascina ed il Cavaliere, dovrebbero riprendere a breve. La scelta è tra rinunciare ai propri simboli (come hanno fatto molti consigliere comunali uscenti dic entrodestra in attesa di ricollocazione, definiti da Domenico Tallini come “anonimi”) e nascondersi dietro il civismo per paura di “pesarsi” elettoralmente, oppure riorganizzarsi in tempo con una candidatura unitaria (che ad oggi non è pervenuta e, come si dirà, nemmeno tanto ricercata).
La revirgination del centrodestra
Occorre per il centrodestra, quindi, rifarsi una verginità e anche in fretta. Ed ecco che fin d’ora si è messo in campo un gioco di candidature farlocche e di nomi da bruciare, con accuse, veti e giochi delle tre carte tra i vari attori in campo. Eppure a sciogliere la matassa sarebbe bastata la candidatura diretta dell’ex Consigliere regionale Baldo Esposito, del Presidente del Consiglio Filippo Mancuso o della parlamentare Wanda Ferro. Invece, i “big” se la sono data a gambe levate, lasciando il cerino in mano fondamentalmente a Forza Italia e alle liti più o meno sotterranee tra il coordinatore regionale Giuseppe Mangialavori e quello provinciale Domenico Tallini, con in mezzo l’ex candidato regionale Antonello Talerico.
Alla base della fuga dei notabili, però, ci sarebbe la stretta amicizia tra i citati Esposito e Ferro ed il candidato sindaco Valerio Donato tale da non portare, però, ad un appoggio elettorale, secondo la deputata meloniana che avrebbe più svolte smentito pubblicamente tale ipotesi. Troppe volte, in effetti, al punto di suscitare comunque più di un dubbio agli alleati.
Lo stesso Filippo Mancuso, sarebbe pronto con la lista civica “Alleanza per Catanzaro” a rinunciare al simbolo della Lega, che gli sta assolutamente stretto, per “sposare” la causa Donato.
Difficile per Fi replicare la strategia delle comunali di Vibo Valentia del 2015 (con rinuncia dei simboli di partito e sostegno al “civico” Elio Costa), pena riconoscere kingmaker elettorale l’esponente di Coraggio Italia, Francesco De Nisi, che per il tramite del suo referente locale, il consigliere comunale Andrea Amendola, ha già messo la bandierina su Valerio Donato, la cui candidatura, come è noto, è nata su idea dell’imprenditore Giuseppe Gatto e dell’ex Presidente della Catanzaro Servizi, Giuseppe Grillo.
Torna la balena bianca
Tante solo le manovre per l’agognato ritorno del “grande centro”, con una sfilza di vecchi e meno vecchi politici democristiani che dichiarano l’appoggio al docente di diritto privato ed ex commissario liquidatore di Calabria Etica. Non mancano anche le sigle di partiti e partitini, da, appunto, Coraggio Italia, con il citato Amendola (che è stato in passato consigliere comunale di Alleanza di Centro e di Forza Italia), all’Udc con Giovanni Merante, già consigliere comunale di Catanzaro dal 2006 con la Dc, poi anche assessore con Sergio Abramo nel 2008. Giova ricordare che proprio con l’Udc è stato candidato alle ultime regionali il notabile di centrodestra Baldo Esposito. Presente anche il nuovo Cdu con l’ex assessore comunale Vito Bordino e Italia viva che con il senatore Ernesto Magorno (e l’ex parlamentare Brunello Censore, unitamente al sindaco di Sellia Marina, già candidato con il centrodestra alle elezioni regionali, Francesco Mauro) ha espresso pubblicamente l’orientamento del partito a sostegno di Donato.
Incognita Azione, Noi con l’Italia e mastelliani che sono già schierati a favore del citato Antonello Talerico, che in queste ore continua il suo braccio di ferro con Mangialavori e al contempo è in fase dialogante sia con Donato che con Fiorita.
A sostenere Donato ci sono anche altre personalità del passato politico catanzarese come l’ex consigliere e assessore comunale (con Sergio Abramo nel 2001) e provinciale (nel 2008) Vittorio Cosentino, già esponente di Alleanza Nazionale; l’ex sindaco di Catanzaro nel 1992 in quota Dc, Francesco Granato; Caterina Laria, anch’essa già assessora con Sergio Abramo e nel 2012 candidata alle comunali con la lista Scopelliti (le sopraggiunse una condanna in primo grado per peculato durante la campagna elettorale). Piccolo particolare: la Laria fa parte di “Comunità competente” di Rubens Curia insieme ad Amalia Bruni. Insomma, il centro c’è ed è pronto a pesarsi elettoralmente a Catanzaro.
Il garofalo si sfoglia
Il Psi, invece, si spacca e perde pezzi. Dopo l’1,83% della lista regionale a sostegno di Amalia Bruni. Il segretario provinciale Pierino Amato si dimette e “abbraccia” Donato.
Politico di lunghissimo corso, classe 39, già consigliere comunale e presidente della provincia, consigliere regionale della Margherita e del Pd, assessore all’agricoltura con Agazio Loiero e poi vicepresidente del Consiglio regionale all’epoca di Scopelliti, Amato è stato anche Presidente del Lions Club di Catanzaro.
Nel 2015 lascia il Pd e passa al Psi, esperienza oggi conclusa, nonostante fosse la scorsa estate in prima fila al Parco Gaslini di Catanzaro alla presentazione del cosiddetto “Nuovo Centrosinistra” a favore di Nicola Fiorita e ora in campo con il “suo” circolo dedicato a Carlo Rosselli è in prima fila a favore del docente universitario della Umg.
Il garofalo rosso a sostegno di Donato (almeno idealmente, data la difficoltà a comporre una lista autonoma) ci sarà ugualmente, dato che ha ricevuto il sostegno di Domenico Fulciniti, storico coordinatore regionale del Nuovo Psi (collocato stabilmente nel centrodestra dato alle regionali 2014 aveva pubblicamente sostenuto Wanda Ferro, mentre nel 2020 Jole Santelli). Scampata, quindi, almeno in parte, la scissione dell’atomo.
Pd nel caos, Boccia e Irto a rischio flop
Fermento anche tra i dem. Al di là dei numeri e del decantato “campo largo” (sul quale non si è risparmiata la battuta dell’ex capogruppo del Pd in consiglio comunale Alcide Lodari che lo ha definito “un campo di calcetto”) un fatto è chiaro: il dispensamento di pennacchi avvenuto con i congressi (regionale, provinciale e cittadino) del Pd non è servito a nulla e sulle amministrative si rilevano importanti diaspore in casa dem (già avvenute in parte nel 2017 con esponenti del Pd che abbandonarono partito e coalizione per sostenere l’allora civico puro Nicola Fiorita contro l’ormai ex consigliere regionale Enzo Ciconte).
L’effluvio democrat è certificato da una sequela di comunicati stampa contenenti prese di distanza dal Partito e, contemporane, pubblici atti di devozione all’altro PD (Il partito di Donato).
A “fare male”, in quanto sonoro schiaffo politico è l’addio del sindacalista Fabio Guerriero (il fratello Roberto, consigliere comunale, è tra i “donatiani” della prima ora), primo dei votati a Catanzaro città (con 1861 preferenze in città e 4.291 totali secondo Eligendo) alle ultime regionali a sostegno di Amalia Bruni.
Fabio Guerriero è stato candidato alla camera con il Pd nel 2013, molto vicino al già vicesegretario nazionale del Pd e attuale ministro del lavoro Andrea Orlando, che lo scorso settembre giunse in Calabria a sostenerne la candidatura regionale. Piccolo particolare: Orlando e Boccia sono strettamente legati e questo addio rischia di portare ad un indebolimento della lista del Pd, con buona pace delle mosse del responsabile nazionale enti locali dei dem.
Oltre a lui, si registra il sostegno a Donato dell’ex vicesindaco di Catanzaro, Antonio Argirò che lasciò il Pd per abbracciare “Autonomia e diritti” di Agazio Loiero. L’ex presidente della Regione, tra l’altro, in queste ore molto attivo a reperire candidati a favore di Valerio Donato.
A sostegno di Donato ci sarà anche anche l’esercito di ex. Pino Tomasello, già coordinatore della segreteria provinciale del Pd di Catanzaro fino a due anni fa e prima ancora capo di gabinetto del Presidente della Provincia del Pd, Enzo Bruno; la dottoressa Elena Bova, che nel 2017 abbandonò il Pd per candidarsi a sostegno di Nicola Fiorita e ora lo ri-abbandona per sostenere il docente catanzarese; l’ex segretario del Pd di Santa Maria, Maurizio Caligiuri (che fino a poco tempo fa rappresentava il Pd al tavolo del “Nuovo centrosinistra” di Catanzaro); l’ex segretario del circolo Pd di Catanzaro centro, Antonio Menniti, l’ex segretario provinciale (e candidato alle regionali del 2020 e del 2021), Gianluca Cuda e l’ex consigliere comunale dem Antonio Gigliotti.
In tutto questo marasma il già citato ex ministro Francesco Boccia ha chiesto un impegno diretto a candidarsi in prima persona alla Presidente regionale del Pd Giusy Iemma e al deputato Antonio Viscomi che, per paura del flop dell’intera lista, pare abbiano risposto picche. La Iemma è molto vicina al già citato ex vicepresidente del consiglio regionale Vincenzo Ciconte (il fratello Andrea è stato anche per anni suo portaborse), che ha visto una delle sue figlie conseguire il dottorato di ricerca proprio con Valerio Donato e certamente, seppur lontano oggi dalla scena politica da due anni, brama una rivincita nei confronti del suo ex competitor del 2017, Nicola Fiorita.
Difficilmente il Pd sarà sostenuto dalla ex candidata e attuale membro dell’assemblea regionale Aquila Villella, collega di cattedra universitaria e sodale di Valerio Donato, mentre si è in attesa di conoscere l’orientamento della cognata, Amalia Bruni, che a Palazzo Campanella tenta di fare da garante dell’intesa e dell’opposizione M5S-Pd, oggi molto scricchiolante.
Un altro esponente dell’assemblea regionale del Pd è Francesco Pitaro, attuale portaborse del consigliere regionale Raffaele Mammoliti, che miete vendetta nei confronti di un Pd che lo ha escluso all’ultimo minuto alle ultime regionali ed è tentato dal seguire il fratello Pino (attivo con Francesco De Nisi in Coraggio Italia) nel predisporre una intera lista a sostegno di Donato.
Insomma, a Fiorita nel Pd di Catanzaro rischia di rimanere solo il simbolo ed una piccola cordata composta dalle sardine (!), dal segretario Fabio Celia e dal fedelissimo di Enzo Bruno col sogno di un assessorato comunale, Salvatore Passafaro. E la campagna elettorale è appena cominciata.





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