Vibo, morte del piccolo Francesco, le responsabilità dell’assessorato ai parchi

Di Alessia Bausone
La città di Vibo Valentia piange da giorni il piccolo Francesco Mirabelli. Uno splendido bambino di buona famiglia travolto da una trave il 5 settembre scorso all’interno di un’area del parco urbano cittadino Moderata Durant e morto 5 giorni dopo.
Il Sindaco Enzo Romeo ha poi proclamato il lutto cittadino ed i funerali al Duomo di San Leoluca hanno commosso tutti anche ben oltre i confini cittadini.
Successivamente Romeo, in un video condiviso sui social, ha richiamato il dolore collettivo provato, ma in riferimento alle aree ludiche dei parchi comunali, ha poi affermato: “il Comune ha avviato una serie di ricognizioni per monitorarne la sicurezza. Da un anno ci siamo fatti carico di annose e innumerevoli criticità nella città, ma non siamo stati fermi, perché in un anno abbiamo verificato, stiamo verificando ancora e continueremo a farlo e sarà un lavoro incessante”. Sintomo che il dibattito sulla sicurezza delle aree verdi della città è più che mai aperto e sentito dalla cittadinanza.
la bara bianca del piccolo Francesco
Una tragedia evitabile?
Qualche giorno fa il giornalista Nicola Lopreiato su NoiDiCalabria ha scritto: “la morte del piccolo Francesco non è stata una fatalità, ma l’inevitabile risultato dell’incuria, della manutenzione assente e di tutte quelle segnalazioni ignorate. Oggi quel parco è chiuso e l’area della tragedia sotto sequestro. Ma c’è di più: la città scopre, all’improvviso, che quasi tutti i suoi spazi verdi sono potenziali trappole”.
In effetti, sul parco urbano Moderata Durant e sui lavori lì in essere era stata presentata lo scorso 4 aprile una interrogazione da parte del consigliere comunale del polo di centro Danilo Tucci e oggetto del “question-time” nell’assise del giorno successivo.
In quell’occasione il solerte consigliere sottolineò che: “diverse sono le segnalazioni di associazioni anche a mezzo stampa uscite nei giorni scorsi dove vengono denunciate assenza di videosorveglianza (…) e problemi relativi alla sicurezza (…) il parco urbano è frequentato da persone che fanno sport, è frequentato da famiglie, è frequentato da bambini”.
Insomma, segnalazioni e interrogazioni c’erano, ma hanno ceduto il passo all’ottimismo decantato dai collaboratori più stretti di Enzo Romeo. “Troppo spesso, la narrazione delle nostre città si concentra sulle sfide e sulle criticità, mettendo in ombra i progressi e le iniziative virtuose. Ma a Vibo Valentia, un vento di cambiamento soffia sul parco urbano, trasformandolo da luogo di incuria a simbolo di rinascita e impegno collettivo” scritte sui social lo scorso 19 giugno il capo dello staff del Sindaco, Gianpiero Menniti.
Eppure, il triste fatto è avvenuto. La domanda che si sta chiedendo tutta la città (e anche la Procura guidata da Camillo Falvo, che ha aperto un fascicolo) è: ci sono delle responsabilità?
Qualche “indizio” dalle carte
Dal 2020 al 2022 l’allora assessore all’Ambiente con delega con delega al “Miglioramento della fruibilità dei parche urbani e delle ville comunali” Vincenzo Bruni aveva provveduto con diverse note a sollecitare i Dirigenti del settore Ambiente e Patrimonio all’avvio di pratiche amministrative di affidamento dei beni che risultavano non affidati in gestione e la verifica, per quelli affidati, della corretta esecuzione rispetto a quanto previsto dal contratto di assegnazione del bene.
Con delibera del 5 dicembre 2022 n. 264 la Giunta guidata da Maria Limardo premetteva che “è intenzione dell’Amministrazione Comunale affidare in gestione il punto ristoro del Parco Urbano e l’attività di vigilanza, di gestione e manutenzione dei servizi di pubblica utilità annessi e apertura/chiusura dello stesso” con ciò deliberando di dare mandato ai Dirigenti dei Settori Ambiente e Patrimonio (ognuno per propria competenza) di porre in essere gli adempimenti amministrativi necessari al fine di affidare in tempi brevi con evidenza pubblica la gestione del punto di ristoro, dei servizi di pubblica utilità annessi e la vigilanza del parco urbano.
Con successiva determina dirigenziale n. 933 del 25 maggio 2023 del Settore 6 – Ambiente manutenzione gestione rifiuti venne poi indetta apposita gara che, però, andò deserta.
Con delibera di Giunta n. 264 del 19 dicembre 2024 l’Amministrazione di centrosinistra a guida Romeo ha concesso in comodato d’uso “in via sperimentale” all’Associazione di Promozione Sociale “Moderata Durant”, presieduta dall’avvocata Francesca Guzzo, alcuni spazi siti all’interno del parco Urbano, diversi da quelli in cui è avvenuta la tragedia (rimasti di gestione comunale diretta).
E’ un fatto, quindi, che i riferimenti all’attività di vigilanza (e, quindi, alla sicurezza) sono sbiaditi col cambio di Amministrazione e con l’affidamento della delega ai parchi all’assessore Marco Miceli.
Videosorveglianza? Non una priorità
In “epoca Limardo” con determinazione dirigenziale n. 2016 del 13 ottobre 2023 del Settore 6 – Ambiente manutenzione gestione rifiuti veniva affidata la fornitura di 4 telecamere di videosorveglianza all’interno del parco Urbano per un impegno di spesa di euro 3.863,99.
In premessa all’atto si legge: “si rende necessario procedere all’acquisto e conseguente installazione di dispositivi per la videosorveglianza al fine di implementare le condizioni di sicurezza e protezione delle strutture poste all’interno del parco”.
Nel settembre 2024, quando già si era insediata l’Amministrazione Romeo, queste telecamere vennero rubate e mai sostituite, né è stato mai emanato un bando per l’implementazione della videosorveglianza.
Lo stesso consigliere Tucci nel già citato “question-time”, come si è detto, rappresentò all’assessore Miceli anche la presenza di diverse segnalazioni in merito alla mancata videosorveglianza e mancata vigilanza nel parco urbano. Veniva, inoltre, espressamente paventata da Tucci una situazione di “pericolo per la sicurezza pubblica”. Insomma, l’assessore ai parchi non poteva non sapere.
Marco Miceli, assessore comunale di Vibo Valentia con delega ai parchi
Una riqualificazione…al ribasso
Per quanto concerne i lavori di “riqualificazione” del parco urbano (con annesse installazione di impianti, inclusi i giochi per bambini e l’area fitness militare denominata Obstacle Course Race – “OCR”) la redazione del documento di indirizzo alla progettazione per il relativo intervento è avvenuto “su impulso del Dirigente dell’Area 3 Settore 6 Ambiente Manutenzione Gestione Rifiuti”, come si legge nella delibera della Giunta Limardo n. 228 del 22 settembre 2023.
esempio di area fitness militare – foto presa dal web
Un intervento finanziato con un contributo di 350mila euro derivante dall’approvazione dell’ “emendamento Mangialavori” alla legge di bilancio dello Stato 2023. Il successivo bando di gara espletato dalla Provincia di Vibo Valentia ha visto come Ente esecutore del contratto (quindi, con responsabilità civile e penale nei danni arrecati a terzi) il Comune di Vibo Valentia
L’idea iniziale era quella di fare un bando che scegliesse l’offerta migliore in termini qualitativi rispetto al progetto, invece, si è scelto di fare un bando di gara con offerta al ribasso. Difatti, la gara è stata vinta dalla società edile di Ardore (RC), la Edilmillennium s.r.l., con un ribasso del 31,2% (appalto, quindi, di 213mila euro).
Un piccolo appunto: con questo ribasso, sono residuati circa 60mila euro che avrebbero potuto essere spesi in migliorie, come la sicurezza e la videosorveglianza. Non è stato fatto.
In effetti, per un po’ di tempo non è stato fatto alcunchè. Il contratto con la società edile è stato stipulato il 24 settembre 2024 e i lavori consegnati il 16 ottobre dello stesso anno, con termine il 14 aprile 2025.
Al citato “question-time” dello scorso 5 aprile l’assessore Miceli, in risposta al consigliere Tucci, ha dovuto ammettere che il Comune (Ente esecutore del contratto) aveva già contezza del mancato inizio dei lavori, aggiungendo che solo il successivo 21 gennaio 2025 il direttore dei lavori comunicava la cantierizzazione delle aree.
“I lavori sono in fase di realizzazione. Si è ampiamente detto che bisogna rispettare questa data (del 14 aprile 2025, ndr). Ovviamente ne conseguiranno tutti gli adempimenti di legge a tutela dell’Ente. Posso precisare un’altra cosa, il tipo di intervento che deve essere fatto riguarda alcune installazioni di alcuni giochi nell’area fitness. L’importante è che arrivino queste unità installabili. Non ci vorrà molto tempo. Presumo che si procederà molto celermente” continuò in tale occasione Miceli.
L’installazione-killer
Il ritardo nell’inizio dei lavori di riqualificazione/applicazione delle unità installabili nel parco urbano, secondo quanto riportano varie fonti (anche interne al Comune), deriverebbero dall’eccessivo ribasso d’asta che non ha reso poi conveniente per la ditta questi lavori (nonostante l’obbligo assunto contrattualmente).
lavori al parco urbano nel giugno 2025
Ad oggi, i lavori non risultano ultimati (con un ritardo di oltre 5 mesi dalla data prevista) e non potranno esserlo perché l’area è sotto sequestro. Non risulterebbe esserci nessun documento di avvenuta corretta installazione (e di conformità dell’installazione alle schede tecniche) delle unità, né risulterebbe esserci alcuna comunicazione di fine lavori, nemmeno parziale.
La morte del piccolo Francesco è avvenuta nell’area fitness militare – Obstacle Course Race (OCR), in una installazione con dei tronchi facenti parte di un percorso ad ostacoli in riferimento al quale è necessario strisciare sul terreno e sotto i tronchi o aggrapparsi agli stessi. Uno di questi ha ceduto, con le conseguenze note.
Area fitness OCR del parco urbano di Vibo Valentia dopo il sequestro
Perché l’area era fruibile al posto di essere recintata? L’ulteriore domanda che si fanno in molti. Poteva essere evitata la tragedia con le necessarie cautele? Probabilmente si.
I precedenti giudiziari
Il Comune di Vibo Valentia, come si è detto, quale ente esecutore del contratto di appalto ha delle responsabilità civili e penali nei confronti dei terzi. L’assessore ai parchi ha la responsabilità della delega amministrativa che gli è stata attribuita. Miceli forse oggi troppo impegnato nella sua campagna elettorale regionale per essere presente in Comune, causando più d’un mugugno. «Ha mollato. Non sta facendo un cazzo» chiosa un consigliere comunale di maggioranza.
Materiale elettorale Marco Miceli
Ma rispetto a questa insipienza amministrativa del suo assessore, il sindaco Romeo deve fare i conti.
La giurisprudenza penale ha riconosciuto a più riprese in capo ai Sindaci una responsabilità per omesso impedimento dell’evento morte per mancato esercizio di poteri impeditivi.
Una responsabilità penale definita “commissiva mediante omissione” che è stata riconosciuta anche in caso di eventi pregiudizievoli nei confronti della vita dei consociati, data la posizione di garanzia in cui il Sindaco verte, anche nel settore degli appalti e anche rispetto agli esiti letali prodottisi in conseguenza di attività gestite da terzi.
Un caso noto è quello cui afferisce la sentenza della IV sezione penale della Cassazione n. 20050 del 2016 che ha confermato la condanna per omicidio colposo del Sindaco di Firenze, per non aver impedito il decesso di una persona, precipitata da un bastione murario nel vuoto non visibile, in un luogo nel quale l’amministrazione comunale aveva autorizzato una rassegna di musica jazz, nonostante la pericolosità intrinseca, nota al Sindaco, del posto; ma anche la più recente sentenza della stessa sezione n. 35016 del 2024 che ha confermato la condanna per disastro, omicidio e lesioni plurime (tutti colposi) della deputata del M5S Chiara Appendino per i fatti di piazza San Carlo a Torino all’epoca in cui era Sindaca. Anche in quest’ultimo caso, per l’accusa vi sarebbero state omissioni in materia di sicurezza di cui la prima cittadina avrebbe avuto la responsabilità.
Insomma, il sindaco Romeo dovrebbe prendere atto e farsi direttamente carico (anche in termini di azione amministrativa) di quanto successo al piccolo Francesco, delle molte pregresse segnalazioni di cittadini, famiglie e associazioni e della vera e propria emergenza (anche in termini di sicurezza) che c’è sui parchi e le aree verdi.



